Piatti tipici di Ancona e dove assaggiarli

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Nel nostro viaggiare alla scoperta delle eccellenze gastronomiche italiane, vi portiamo in centro Italia, per essere più precisi, nelle Marche. Infatti, oggi andremo a conoscere i piatti tipici di Ancona e dove assaggiarli.

Se vi interessa sapere quali siano le ricette tipiche del capoluogo marchigiano, continuate a leggere e vi sveleremo quali sono i piatti tipici di Ancona e dove assaggiarli.

Dalla Grecia al risorgimento, la storia di Ancona in breve

Prima di esplorare i sapori del capoluogo marchigiano, facciamo una piccola premessa storica di questa città. La città di Ancona viene fondata nel 387 a.C. dai greci siracusani con il nome di  “Ankón”. Dopo il periodo greco che la rese un’importante colonia, ci fu il periodo romano e poi quello bizantino di cui ne resta traccia nei vari monumenti cittadini, come la chiesa di S.Margherita della Piazza e il Duomo di S. Ciriaco.

I Piatti tipici di Ancona - San Ciriaco
Facciata della basilica di S. Ciriaco

Dopo l’anno 1000 la città di Ancona conobbe un periodo di particolare ricchezza, infatti, divenne una repubblica marinara, che si differenziò per non aver ingaggiato nessuna guerra di sopraffazione. Ancona era ampiamente soddisfatta dei suoi commerci, sopratutto con l’oriente. Nei secoli successivi, fu poi una delle città che partecipò in maniera più attiva al Risorgimento italiano. Altri monumenti d’interesse della città che testimoniano i suoi periodi storici sono il Palazzo del senato di stile romanico, il palazzo degli anziani con la sua facciata rifatta nel 1600, il Palazzo del governo di stile rinascimentale e la loggia dei mercanti di stile gotico e veneziano e molti altri da scoprire.

I piatti tipici di Ancona: lo stoccafisso all’anconitana, il simbolo di una città

I piatti tipici di Ancona - Stoccafisso
Il tipico procedimento di essicazione dello Stoccafisso.

Ora ci immergiamo in quella che è la cucina anconitana e per farlo partiamo dal piatto simbolo di questa città, ossia lo Stoccafisso all’anconitana. La materia prima di questo piatto è appunto lo stoccafisso da non confondere con il baccalà, in quanto provengono da zone differenti dell’Europa. Inoltre la differenza sostanziale sta proprio nel metodo di conservazione differente del merluzzo. Infatti, il baccalà, che molti erroneamente confondono con lo stoccafisso, consiste sempre nel merluzzo come materia prima ma conservato sotto sale ed è tipico di Spagna e Portogallo. Mentre lo stoccafisso è un metodo di conservazione utilizzato nelle isole Lofoten, in cui questo pesce viene essiccato attraverso l’esposizione di quest’ultimo alle correnti d’aria fredda del nord.

I piatti tipici di Ancona - Isole Lofoten
Un panorama tipico delle isole Lofoten, patria dello stoccafisso

La storia di come questo prodotto sia arrivato nel nostro paese risale a un naufragio avvenuto nel 1431, in cui una nave veneziana si arenò nelle coste delle isole Lofoten. Proprio qui scoprirono questo prodotto così conservato dalle popolazioni locali. Una volta portato in Italia questo prodotto ebbe un grande successo sopratutto nelle aree del mediterraneo, in particolare ad Ancona. Il baccalà all’anconitana è quindi un gustosissimo piatto che si prepara con Carote, sedano, cipolla, rosmarino, aglio, patate, vino bianco, acqua e l’immancabile baccalà. L’importanza di questo prodotto per la città si testimonia dalla presenza dell’Accademia dello stoccafisso all’anconitana.

Il mosciolo all’Anconetana

Pentola di Cozze
Delle cozze o Mosciolo pronte da servire – Photo by Nikolay Smeh on Unsplash

La cucina anconetana è legata indissolubilmente al mare e ai suoi frutti. In questa rassegna alla scoperta dei piatti tipici di Ancona e dove assaggiarli, non potevamo non citare il “mosciolo”, il nome che nella città di Ancona si attribuisce alle cozze. Questo frutto di mare è molto comune nelle zone costiere della città marchigiana, in cui si può trovare in abbondanza attaccato agli scogli. Tant’è che la sua pesca si praticava in apnea muniti solamente di un coltello. Questo prodotto caratterizza talmente tanto Ancona da divenire un presidio slow food. Molte sono quindi le preparazioni che i ristoranti della città realizzano con questo mitilo tra cui Il mosciolo all’Anconetana, in cui questo prodotto viene cotto in padella con olio, aglio e prezzemolo e solitamente accompagnati da pane abbrustolito per raccoglierne il sugo. Altrimenti, si realizzano gli spaghetti al mosciolo selvatico di Portonovo.

Pizza di Pasqua

Le tradizioni culinarie italiane sono quasi sempre legate alle festività. Infatti, questa preparazione tipica marchigiana è legata al periodo pasquale. Stiamo parlando della pizza di Pasqua, un pane salato a base di farina, uova, pecorino e parmigiano. Questa preparazione ha origini che si radicano nella storia, in quanto, la creazione della torta di Pasqua o crescia è attribuita alle monache del monastero anconetano di Santa Maria Maddalena di Serra de Conti. Le prime testimonianze di questa ricetta risalgono al 1848 e sono contenute in un ricettario appartenente proprio alle monache intitolato “Memorie delle cresce di Pasqua”. Il termine crescia si pensa sia riferito alla caratteristica di questo pane salato di lievitare molto durante la cottura. Questo pane si consumava, come si può intuire dal nome, durante la colazione della domenica di Pasqua.

I vincigrassi

Delle sfoglie di pasta fatta in casa elemento fondamentale per i Vincigrassi

Passiamo a un piatto che per certe caratteristiche può somigliare alle emiliane lasagne, ma si differenzia per alcune caratteristiche. Questo piatto sono i vincigrassi e la sua composizione è costituita da sfoglie di pasta fatta in casa in cui vengono alternati strati di ragù marchigiano e besciamella. La differenza del ragù marchigiano è che la carne non viene macinata ma viene solo tagliata grossolanamente; la besciamella, poi, in questo piatto, è molto più densa, rispetto a quella classica, rendendo la preparazione più compatta. Questo piatto inoltre è arricchito da spezie quali chiodi di garofano e noce moscata e le sfoglie di pasta possono essere aromatizzate talvolta da marsala o vino cotto. Le origini di questa preparazione si fanno poi risalire all’assedio di Ancona contro le truppe napoleoniche nel 1799. Si racconta che il generale austriaco Alfred Von Windisch-Graetz apprezzò particolarmente questo piatto. La popolazione di Ancona decise di omaggiarlo denominando il piatto come quest’ultimo. Negli anni il suo nome venne Italianizzato diventando “vincigrassi”.

Dove assaggiare i piatti di Ancona

I piatti tipici di Ancona
Visione aerea di un dettaglio di Ancona

Abbiamo parlato solamente di alcune delle preparazioni tipiche anconitane, poiché ogni città italiana ne ha così tante che ci vorrebbe un’enciclopedia per descriverle tutte. Ora invece citeremo alcuni ristoranti del capoluogo marchigiano dove poter assaggiare la cucina locale.

📍Trattoria Ulderico
Via Terenzio Mamiani, 9, 60125 Ancona AN
Sito web

📍Sot’Aj Archi
Via Guglielmo Marconi, 93, 60125 Ancona AN
Sito web

📍La Tavola del Carmine
Via Del Carmine, 51, 60126 Ancona AN
Sito web


Questi sono solamente alcuni dei ristoranti della città dove poter assaggiare l’ottima cucina anconitana. Il resto lo lasceremo scoprire a voi, girovagando per le strade di Ancona, non vogliamo “spoilerarvi” troppo. Dopo questa rassegna tra i piatti di tipici di Ancona speriamo di essere riusciti a incuriosirvi su questa bellissima città, ma anche sul territorio delle Marche, un territorio tutto da esplorare con i suoi sapori, paesaggi e storie. 

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Matteo Corazza

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