I 5 borghi italiani in cui si mangia veramente bene

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L’Italia è da sempre un luogo magico in cui viaggiare, ammirare e degustare. Ci sono molte grandi e rinomate mete in cui turisti di tutto il mondo si riversano per contemplare la bellezza dell’arte italiana e per assaporarne l’ottima cucina. Però, oggi, vogliamo portarvi a conoscere i borghi, piccole perle, sparse per tutto il territorio italiano ricche di storia e gusto. Infatti, oggi vi faremo viaggiare tra i cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene.

Cosa aspettate? Se siete degli avventurieri del gusto continuate a leggere per scoprire i cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene.

Per questo mini itinerario culinario alla scoperta dei sapori dei borghi ne abbiamo scelti cinque, da nord a sud, dunque, iniziamo!

Valeggio sul Mincio e il nodo d’amore

Veduta del ponte visconteo Valeggio sul Mincio
Veduta del “Ponte visconteo” di Valeggio sul Mincio – Foto di @corazza.ph

Il nostro viaggio inizia dunque dal Veneto, precisamente dalla provincia di Verona in cui si trova un luogo incantato e romantico, ossia Valeggio sul Mincio. Questo piccolo borgo di origine longobarda lascia sicuramente a bocca aperta per le sue atmosfere. Poi, se si vuole rendere ancora più magica la visita si scende fino a Borghetto che, con il ponte Visconteo e le cascate del Mincio, uno dei principali emissari del lago di Garda, renderà la vostra visita un luogo perfetto per un appuntamento romantico, soprattutto se visitato al tramonto. In tutta questa magia, ovviamente, troviamo anche un’ottima cucina, in particolare vorremmo parlarvi di un prodotto rinomato di Valeggio, “Il Nodo d’Amore”.

I cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene: Porzione del tipico Nodo d'amore di Valeggio sul Mincio
Una porzione di Nodi d’amore di Valeggio sul Mincio – Foto di @manuminelli

Questa specialità locale consiste in una pasta ripiena simile all’emiliano tortellino, che qui viene solitamente servito con burro e salvia o in brodo. Ma quel che rende magica questa preparazione è la leggenda a essa collegata. Infatti, si narra che la forma di questo tortellino derivi dalla leggenda del capitano Malco che si innamorò della ninfa Silvia, uscita dalle acque del Mincio. Il capitano fuggì con lei per amore nelle profondità del fiume, lasciando sulla riva un fazzoletto annodato che rappresentava il simbolo del loro amore indissolubile. Infatti, il “Nodo d’Amore” di Valeggio nella forma ricorda proprio il fazzoletto annodato lasciato sulle sponde del Mincio dai due amanti.

L’oro giallo e altri tesori di Brisighella

Veduta della torre dell'orologio di Brisighella - i cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene
Veduta della torre dell’orologio di Brisighella – Foto di @bambinagioiosa

Lasciando Valeggio e la sua romantica storia, proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene. Infatti, la nostra seconda tappa ci porta in Emilia-Romagna per scoprire i prodotti del borgo di Brisighella. Un magnifico angolo medievale dominato da tre speroni di selenite su cui poggiano la rocca Manfrediana, il santuario del Monticino e la torre dell’orologio. Però, Brisighella, oltre che per la sua storia e le sue aree termali è rinomato anche per un importante prodotto utilizzato in tutta Italia ossia l’olio d’oliva, ottenuto “dall’Oliva nostrana di Brisighella”.

Olio d'oliva versato in una ciotola di vetro
“L’oro giallo di Brisighella”, l’olio extra vergine DOP Brisighella

Questo olio, grazie alle sue caratteristiche storiche e sensoriali, ha ottenuto infatti la Denominazione Di Origine DOP. Ma in questo splendido borgo sono molti i prodotti che possono accontentare i palati dei buongustai più esigenti. Come per esempio il formaggio conciato e stagionato nelle grotte di gesso, la caciotta di Montemauro, il carciofo Moretto e la pera Volpina.

L’oro nero e i salumi di Norcia

I cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene: Piazza centrale di Norcia
Veduta di Piazza San Benedetto a Norcia

Lasciata alle spalle l’Emilia-Romagna e la sua magnifica cucina ci dirigiamo in Umbria per parlarvi di Norcia. Questo bellissimo borgo che si trova all’interno del parco nazionale dei Monti Sibillini. La storia del suo nome ne racconta le origini etrusche in quanto si pensa derivi dalla dea “Nortia”. Questo borgo poi custodisce importanti e magnifici monumenti che ne testimoniano anche l’influenza benedettina avvenuta nei secoli successivi. Norcia, oltre al suo patrimonio architettonico, custodisce anche un tesoro culinario ossia il Tartufo nero pregiato di Norcia.

I cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene: Tartufo tagliato a metà
Tartufo nero pregiato di Norcia

Questo prodotto, che ben si adatta ai palati più nobili, è una vera eccellenza italiana di fama internazionale. Per apprezzarne al meglio l’aroma si consiglia poi di venirlo a degustare nei periodi tra dicembre e maggio. Norcia è famosa anche per la produzione di salumi. Infatti, qui viene prodotto l’ottimo Prosciutto di Norcia IGP il quale si può degustare nelle tipiche “norcerie”, locali tradizionali in cui si lavora e si vende la carne di suino.

Altamura il pane e la vita

Veduta dall'alto della basilica di Altamura
Veduta dall’alto della cattedrale di Santa Maria Assunta di Altamura – Foto di @AltamuraSegreta

Dalle colline umbre, scendiamo verso il tacco d’Italia. Infatti, nella Puglia troviamo il borgo di Altamura, un luogo che porta la testimonianza della presenza umana almeno da 40.000 anni prima di Cristo. Successivamente, nella storia di questo borgo si sono susseguite una serie di signorie tra il 1500 e il 1700. Tra i luoghi d’interesse troviamo poi la cattedrale di stile romanico dedicata all’assunta, di cui è molto apprezzato il grande portale in stile gotico. Per quanto riguarda la cultura culinaria il noto borgo pugliese produce una vera eccellenza italiana ossia il pane di Altamura.

I cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene: Due pagnotte di pane di Altamura adagiate su di un tagliere di legno
Il buonissimo Pane di Altamura DOP – foto di @butter_francy

Quest’ultimo ha come caratteristica principale quella di durare molto a lungo nel tempo in quanto era tra le forme di sostentamento essenziale dei contadini, nei periodi che trascorrevano lontano da casa. La tradizione della panificazione ad Altamura risale, confermato da documenti conservati nell’archivio cittadino, attorno al 1527. La forma tipica di questo pane viene denominata tradizionalmente “u sckuanète”, e la sua ricetta, tutt’oggi utilizzata, si tramanda da generazione in generazione fin dal medioevo. Tra gli altri piatti tipici di Altamura non bisogna dimenticare la “Cialda fredda”, una ricetta realizzata con il pane raffermo al quale vengono aggiunti aglio, cipolla, pomodoro, cime di rapa e olive. Altra ricetta tipica è poi il “Pane cotto” che si prepara facendo bollire quest’ultimo insieme a verdure di stagione e servito come una zuppa.   

Atzara e i suoi vini

I cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene: Scorcio del piccolo borgo sardo di Atzara
Particolare del borgo di Atzara – Foto di @bambinagioiosa

Per terminare questo viaggio tra i cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene, ci imbarchiamo verso una delle nostre isole, più precisamente in Sardegna, nel caratteristico borgo di Aztara. Questo borgo porta testimonianze d’insediamenti fin dal neolitico. Poi, nel corso della storia, passò sotto il dominio aragonese nel 1420, infine nel 1711 venne unito alla contea di San Martino, feudo dei Valentino. Per quanto riguarda la sfera culinaria, il piccolo borgo sardo è noto non solo per il cibo, ma anche per la produzione di un tipico vino rosso: il Mandrolisai.

Grappoli di vino rosso, I cinque borghi italiani in cui si mangia veramente bene
Grappoli di vino rosso pronti per essere pigiati

Questo vino è ottenuto dalla sapiente miscelazione di vigneti nobili come il famoso Cannonau, il Monica e il Bovale. È un ottimo rosso dal bouquet rotondo e ricco di sfumature. Per quanto riguarda i piatti invece, troviamo il “Sa tumballa”, un piatto a base di pasta al forno a cui si aggiungono uova, formaggio e “su ghisau”. Quest’ultimo è un sugo a base di carne di maiale a cubetti e zafferano.


Abbiamo terminato il nostro tour, che speriamo abbia stimolato il vostro desiderio di scoprire il nostro paese e i suoi sapori. I piccoli borghi italiani sono dei veri e propri forzieri di gusto e cultura. Per concludere, non ci resta quindi che augurarvi buona scoperta e soprattutto, se vi è piaciuto questo articolo, continuate a esplorare e seguire la nostra pagina per scoprire sempre nuove curiosità sull’Italia.  

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Matteo Corazza

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