Oggi , visto che è un argomento poco trattato, voglio raccontarvi le mie esperienze con l’Akita Inu e tutto ciò che ho imparato in quest’ultimo anno col mio cane.

Uuh guarda un volpino gigante!
Va che bello quell’husky arancione!
Guarda, un Chow Chow a pelo corto!
Sembra un Trudi!
Ma è un Hachiko?!
Uh quello è il cane del film con Richard Gere!
Questi cani tirano le slitte sulla neve, non stanno bene al caldo!
Che strano questo lupo cecoslovacco.

Bene, ho voluto iniziare con queste “perle” che sento spesso quando sono a spasso con Haku, per farvi capire ahimè quanti miti da sfatare ci siano ancora sull’Akita-inu.
Per chi non la conoscesse affatto, dovete sapere che l’Akita è una razza giapponese di tipo Spitz asiatico, originaria dell’omonima regione del Giappone. Qui l’Akita è un vero e proprio patrimonio nazionale, per vari motivi:

1. E’ considerato il cane dei samurai e il protettore dell’imperatore da tanti secoli; 
2. Dopo le due guerre mondiali si stava praticamente estinguendo a causa del mercato delle pellicce e la razza è stata recuperata a gran fatica e non senza cambiamenti;
3. In onore della storia di Hachi (anche detto Hachiko). 

Questa razza è diventata tristemente famosa dopo il film con Richard Gere “Hachiko: il mio migliore amico”. Il film è tratto dalla storia vera di questo cane di razza Akita (tra l’altro in realtà era bianco e non fulvo) che aspettò per 9 anni il suo padrone alla stazione dei treni di Shibuya, cui era solito accompagnarlo ogni giorno. Il professor Ueno, il padrone, ebbe però un ictus al lavoro e Hachi non lo rivide mai più tornare. Morì a 15 anni davanti alla stazione, l’8 marzo del 1935, giornata che da quel momento divenne di lutto nazionale in Giappone. In suo onore venne eretta una statua di bronzo e il corpo è stato poi impagliato ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza di Tokyo. Alcune ossa invece, sono state sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba dove riposa il padrone per fare in modo che potessero stare vicini per l’eternità.

Tutto quello che bisogna sapere prima di prendere un Akita Inu
Credits: @dareshomai

Dopo questa breve e triste parentesi, vorrei entrare nel vivo dell’articolo e spiegarvi bene quali sono tutte le cose che dovreste sapere prima di comprare, o adottare, un Akita. Questo perché purtroppo il film ha fatto sì che nell’immaginario comune si sviluppasse un’idea non proprio corretta sulle caratteristiche peculiari di questo splendido cane. 

Ecco perché ho deciso di scrivervi gli undici punti fondamentali di cui essere consapevoli, prima di prendere un cane di questa razza. 

1. Non è un husky

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Credits: @Kappuccio

Prima di tutto dovete sapere che, nonostante il suo aspetto vagamente lupoide e il suo folto pelo, l’Akita non è un cane da slitta e si differenzia molto dall’husky.
Sicuramente apprezza la neve e non teme il freddo, ma vi assicuro che si trova benissimo anche in luoghi più caldi e questo grazie al sottopelo che lo isola dal calore (motivo per cui: mai tosare i cani con questo tipo di pelo).

Tutto quello che bisogna sapere prima di prendere un Akita Inu

In realtà gli Akita in passato erano usati per la caccia all’orso e al cervo, una caccia però d’aspetto (diversa da quella per cui sono utilizzati i bracchi per esempio) che svolgevano insieme al padrone e al massimo in coppia. Per questo motivo c’è da ricordare che non sono cani con una grande resistenza nella corsa e non è una razza abituata a vivere in branchi con più di due/tre elementi.

Certo è che con un buon lavoro e tanta pazienza, potrete far convivere anche cinque o sei esemplari, ma sconsiglio caldamente di mettere insieme due maschi perché in quel caso avrete grosse gatte da pelare.

2. Non è un peluche

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Credits: @Kappuccio

Gli Akita da cuccioli sono veramente belli e teneri, tanto da sembrare orsacchiotti di peluche. Il punto è che bisogna ricordare che non lo sono. 
Un Akita coccolone è raro da trovare, perché di sua natura questa razza è molto schiva ed indipendente. Si fa coccolare quando e quanto vuole lui, sicuramente non da tutti, anzi spesso da pochi, e dà molta importanza alle distanze. Insomma, l’Akita non è un Golden Retriever o un Labrador, è una razza che esige i suoi spazi e, sopratutto quando ha a che fare con gli estranei o con altri cani, vuole che questi vengano rispettati. Mai corrergli incontro, mai mettergli di colpo la mano sulla testa se non siete parte della famiglia, ma sopratutto mai strapazzarlo o mancargli di rispetto.
Vi assicuro che è un cane che osserva e ricorda tutto, se gli diventate antipatici potete scordarvi di avvicinarvi di nuovo. Per quanto riguarda il padrone, sanno “tenergli il muso” e farlo sentire in colpa come non mai. 

Credits: @Kappuccio

3. E’ un cane unico, ma non per tutti

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Credits: @Kappuccio

Di cani nella mia vita, seppur ancora breve dati i miei 22 anni, ne ho già avuti un po’ e mio padre ancora di più. Con le razze poi, abbiamo spaziato tantissimo: da Terranova a Golden Retriever, da Bracchi a Schnauzer, da mastini ad Husky… insomma, mai razze piccole, ma comunque tante molto diverse tra loro. Ecco, di tutte, a nostro parere l’Akita è quella più particolare ed unica nel suo genere. Non so bene come spiegarvelo, ma è un cane che vi sa rapire e affascinare. Per certi aspetti sembra un gatto gigante, per altri un lupo, per altri ancora un attore nato.
Tuttavia, a parer mio, non è un cane adatto a chiunque. Innanzitutto proprio per via del suo carattere.
Quando prendiamo un cane secondo me dobbiamo prima chiederci che genere di cane vogliamo al nostro fianco, quanto tempo siamo disposti a dedicargli e quali sono le nostre effettive possibilità.
Spesso sento dire: “Eh vorrei prenderlo, ma vivo in appartamento” oppure “Per te è più facile perché hai il giardino”, ecco, nulla di più sbagliato.
Gli Akita non sono cani che richiedono spazi enormi, vogliono stare a contatto con la famiglia e col padrone, per questo non sono assolutamente cani da tenere segregati in giardino. Ho visto gente tenere anche tre Akita in appartamento senza problemi, così come ho sentito di tanti che hanno fatto l’errore di relegarlo da solo in giardino e alla fine si sono ritrovati con cani ingestibili ed aggressivi.
L’Akita non richiede una villa con giardino, può al massimo essere comodo, ma ciò che vi richiede davvero è tempo. Nemmeno tanto la quantità (che comunque non può essere 20 minuti al giorno), ma la qualità di questo tempo.

Dato che è un cane molto pulito, imparerà in fretta a non sporcare in casa (Haku non l’ha mai fatto se non quando stava molto male e non faceva in tempo ad uscire), ma anche per questo difficilmente farà i bisogni in giardino perché quella per lui è sempre casa. Ciò vuol dire che avrà bisogno di essere portato a spasso almeno 2/3 volte al giorno. In realtà però nonostante non sia un collie o un levriero, ha bisogno di fare movimento (sopratutto se non volete che vi distrugga casa nel tentativo di sfogarsi) e quindi queste passeggiate devono essere lunghe e stancanti.
Solitamente io porto fuori Haku due volte al giorno ed ogni passeggiata dura almeno un’ora o più.
Un’altra cosa importante da capire è che non è un cane che vada d’accordo con tutti, anzi. L’Akita come già detto è molto indipendente e schivo, ha un modo di relazionarsi tutto suo e spesso mal sopporta altri cani, sopratutto se si parla di maschi con altri maschi. Questo è per dirvi che dovrete dedicare tempo alla socializzazione fin da cuccioli, perché è importante che conosca altri cani e che si sappia rapportare coi bambini (e loro con lui), ma è importante farlo nel modo giusto e prendere le giuste precauzioni. Sappiate comunque, che non è esattamente il tipo di cane che potrete sguinzagliare liberamente in area cani o in centri cinofili insieme a mille altri cani.

Credits: @Kappuccio

Per questo motivo una cosa che consiglio, per esperienza personale, è farvi affiancare da un bravo educatore che conosca questa razza. In questo modo, costruirete un legame splendido e avrete al vostro fianco un ottimo compagno di avventura! 

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4. Non vi aspetterà alla stazione, ma (forse) vi riporterà la palla

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Credits: @Kappuccio

Per quanto sia bella la storia di Hachiko, nel mondo della cinofilia il film ha fatto un danno. Prima erano in pochi a conoscere questa razza, dopo invece molti si sono buttati alla ricerca disperata di un cucciolo, per avere un cane che fosse come quello dipinto nel film.
Bene, ora lasciate che vi spieghi una cosa: l’equazione Akita = Hachiko, è errata.
Senza il giusto addestramento, che vi richiederà tanto, ma tanto tempo e tanta, ma tanta pazienza, scordatevi di avere un cane da poter portare in giro tranquillamente senza guinzaglio (cosa che tra l’altro è vietata per legge e che sconsiglio di fare a priori sopratutto in città) o che vi aspetterà davanti alla porta o chissà dove. Non liberate mai il vostro Akita in spazi aperti e non recitanti se non siete sicuri che vi dia retta e torni da voi a prescindere da possibili prede o altri cani.
Sicuramente è una razza che si lega moltissimo al padrone, ma solo se c’è un rispetto reciproco.

Mi piace dire che l’Akita non “obbedisce”, ma “collabora”.

Non esiste il: “Fai questo, perché tu sei il cane ed io il padrone, punto.” perché potete star tranquilli che se un Akita non vuole fare una cosa, non la farà. Piuttosto invece esiste il: “Ok, faccio questo perché tu mi rispetti ed io ti rispetto. Perché mi fido di te.”
Collaborazione, credo sia la parola chiave (tuttavia aspettatevi comunque facce svogliate da: “se proprio devo…” in certe situazioni).
Allo stesso modo non abbiate paura di morire (chi ha visto Hachiko capirà) se all’improvviso il vostro Akita vi riporta la palla. Tranquilli, giocano pure loro… ogni tanto… quando e quanto hanno voglia. Sì, insomma, ci sono Akita più o meno giocosi così come più o meno coccolosi, ma di norma non giocheranno mai con la palla allo stesso modo di un Golden. Nonostante pure loro abbiano i famosi “5 minuti di follia akitosa” dove sembrano essere trottole impazzite in vena di giocare.

Credits: @Kappuccio

Dovete sapere che loro sono caratterizzati però da quest’aria “sono il re del mondo” e spesso con i loro musi altezzosi e disgustati (tipici sopratutto delle femmine) sembrano dire: “Non pensare che io mi abbassi a fare questa cosa, umano plebeo.” oppure: “Vacci tu lì” o “Riportala tu la palla”.
Non per niente a casa, Haku è chiamato “sua maestà l’imperatore”. Però io li adoro anche per questo.

5. Dormono tanto, ma non sono pigri

Che l’Akita sia un cane che ami dormire e che abbia bisogno di tante ore di sonno (parliamo anche di 14/15 ore), è un dato di fatto. Ve lo ritroverete a dormire nei posti più disparati, spesso più stretti sono e meglio è, e nelle posizioni più strane. Lo sentirete russare alla grande e vi divertirete nel vederlo contorcersi mentre sogna.

Credits: @Kappuccio

Tuttavia in tanti sbagliano nel pensare che per questo motivo sia un cane pigro quanto il cugino molosso Tosa-inu. L’Akita in realtà non è per niente pigro, al massimo lo diventa o finge di esserlo per non fare qualcosa che non gli piace.
Vi assicuro che gli Akita sanno essere cani sportivi, adatti a lunghi trekking in montagna o nei boschi, all’agility, al running e alcuni persino a belle nuotate in mare o al lago. Pensate che in Giappone alcuni vengono usati all’interno dei corpi di polizia!
Io ad esempio, col mio vado spesso lungo il bosco sul Ticino e gli faccio fare ricerca olfattiva.

Credits: @Kappuccio

Insomma, all’Akita piace esplorare e fare nuove esperienze insieme al suo compagno bipede (o servo umano, a seconda dei punti di vista). Spesso in realtà, cerchiamo di giustificare la nostra pigrizia e svogliatezza, attribuendola a loro, ma così facendo ci precludiamo soltanto la possibilità di fare bellissime esperienze insieme e di consolidare il nostro rapporto con loro. 

6. Sono cani delicati

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Credits: @Kappuccio

A causa del grande lavoro svolto per il recupero di questa razza, durante la seconda metà del ‘900, la salute dell’Akita è diventata un po’ precaria.
Harada, adenite sebacea, allergie alimentari/ambientali, displasia dell’anca, epilessia… sono solo alcune delle malattie purtroppo molto frequenti all’interno della razza.
Complici di tutto ciò sono anche i cagnari che fanno riprodurre cani malati per puro profitto, oppure privati ignoranti che fanno fare cucciolate senza preoccuparsi delle reali condizione di salute del proprio cane o di quello che verrà usato per la monta.
Proprio per questo motivo mi preme specificare due cose:

1. L’importanza del pedigree: no, non serve solo per fare le mostre e no, non è opzionale se volete un cane di razza. Diffidate da chiunque vi dica che il cane ve lo farà pagare di meno se lo prendete senza pedigree. Non è vero, la richiesta costa 25euro al proprietario e senza quel documento voi avrete al massimo un simil-akita, in pratica, un meticcio. Il pedigree è in realtà un documento di estrema importanza che attesta la provenienza del cane, la sua salute e ne descrive l’albero genealogico. Lì potrete vedere i risultati alle EXPO dei genitori/nonni/bisnonni ed anche se sono stati o meno lastrati prima dell’accoppiamento, per escludere displasie o anche oculopatie.
Insomma, prima di prendere un Akita assicuratevi che sia tutto in regola: che i genitori siano esenti da malattie ereditarie (fatto provato da visite veterinarie e referti) e che abbiano bei caratteri (che non siano fobici o aggressivi insomma); che il cucciolo abbia regolare pedigree ENCI (l’unico riconosciuto e valido in Italia); che abbia almeno 60 giorni, perché prima è illegale cedere il cucciolo; infine, che abbia il libretto sanitario a posto.

2. Meglio pagare prima e risparmiare dopo: in caso di malattie come quelle citate, curare il vostro Akita sarà dispendioso e non poco. Vi richiederà visite veterinarie specialistiche, esami, medicine e spesso un’alimentazione particolare anche home made. Tutto ciò spesso per la pretesa di non voler pagare tanto al momento dell’acquisto.
Permettete un consiglio: se non siete disposti a spendere per avere un cane in salute e senza problemi caratteriali, allora evitate di prenderlo o, al massimo, adottatene uno dal canile perché altrimenti pagherete dopo, con gli interessi, la vostra scelta. 

7. Il prezzo dell’Akita Inu non è basso

Mi aggancio al punto precedente per avvisarvi sul fatto che prendere un cane è già un costo di per sé (e non parlo solo dell’acquisto iniziale), ma prendere un Akita lo è anche di più. 

Tutto quello che bisogna sapere prima di prendere un Akita Inu
Credits: @Kappuccio

Questa razza per vari motivi, tende ad essere costosa: i prezzi vanno dai 1500 euro ai 2500 euro in Italia e se è originario del Giappone, allora il prezzo sale ancora di più. Vale la pena? Sì, certo, purché il cane provenga da un allevamento con affisso serio o da un privato/allevatore amatoriale che però fa tutto in regola e svolge con passione questo lavoro, seguendo i cuccioli da prima della nascita al momento della consegna al nuovo proprietario.

Credits: @Kappuccio

In secondo luogo, data la sua delicatezza come razza, spesso tende ad aver bisogno di attenzioni particolari come un cibo di ottima qualità, se non addirittura una dieta casalinga su misura o la barf, o cure medicinali per vari problemi di salute che possono insorgere per cause non ereditarie. Il mio per esempio soffre di una forte allergia ambientale da aprile a settembre e di malassorbimento intestinale, perciò mi ritrovo a spendere molto ogni mese per le medicine e le crocchette apposite). Se poi includiamo il costo di un buon educatore, utile alla maggior parte dei proprietari per poter gestire al meglio questo tipo di cane e per sviluppare un buon e solido rapporto, allora il costo del mantenimento salirà ancora di più. 
Per questi motivi, vi consiglio di pensarci bene prima di scegliere questa razza. 

8. Fanno la muta

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Credits: @kath483

Se deciderete di prendere un Akita, sappiate munirvi di tanta pazienza, un ottimo aspirapolvere e Swiffer e un super cardatore, questo più o meno 3 volte l’anno. Eh si perché l’Akita non è semplicemente un cane che perde pelo (come tutti), ma la sua muta è tristemente famosa e non a caso.
Nei periodi di cambiamenti climatici forti (più o meno primavera/estate e autunno/inverno, sì come le collezioni che potrete creare con la sua pelliccia) questa razza cambia tutto il sottopelo e per più di un mese vi sembrerà di aver a che fare con una pecora da tosare (non lo fate, vi prego).
Solitamente in quei periodi mi devo mettere almeno 3/4 volte a settimana a spazzolarlo col cardatore per una buona mezz’ora ed ogni volta levo uno o due sacchetti pieni di pelo. In aggiunta, aspiro casa minimo 2 volte al giorno e raccolgo altrettanto pelo.
Quindi, sappiate a cosa andate incontro. 

9. Ne esistono diversi tipi, ma non diverse taglie

A volte ho sentito gente dire: “Vorrei prendere anch’io un Akita, ma quello nano.” Oppure: “Io avevo una Akita di taglia piccola”… i brividi.
Signore e signori, lasciate che vi illumini: non esistono gli Akita di taglia piccola, media o grande. Esiste l’Akita, punto.
I cugini tanto simili, ma più piccoli, sono gli Shiba, una razza diversa.

Credits: @shibas_lucas_margot
Credits: @saina_le_shiba

Quelli più grandi invece, sono gli Akita americani, anch’essa una razza a parte perché incrociata con molossi.
L’Akita-inu è un cane di taglia medio grande che va dai 30kg ai 40kg per il maschio (da adulto) e dai 26kg ai 30kg per le femmine, all’incirca. E’ caratterizzato da coda arricciata, orecchie dritte con la punta leggermente arrotondata e da una testa piuttosto grande, dalla forma più o meno triangolare. Gli occhi sono triangolari (non a goccia) e leggermente inclinati. Caratteristica che li distingue sono anche le zampe piuttosto lunghe, con posteriori potenti. Hanno un pelo folto, fatto da tre strati, ma non lunghissimo. Tende ad essere più folto d’inverno e più assottigliato nei mesi estivi. Il manto nell’Akita giapponese può avere varie colorazioni: bianco, fulvo (il classico “arancione” per capirci) e tigrato (con prevalenza di nero, bianco o fulvo). 

Credits: @akita_inu.honshuu
Credits: @sebaniko_akita_inu

La variante a pelo lungo dell’Akita-inu non è riconosciuta come standard di razza da ENCI, al contrario del Pastore Tedesco, quindi sì, esiste, ma di fatto non può essere utilizzato per la riproduzione e solitamente viene fatto pagare meno. Non per questo però è meno degno di nota!

Credits: @mokuarukan
Credits: @koda_the_akita
Credits: @luffyakita

Gli Akita americani invece, come detto prima, sono cani piuttosto diversi sia a livello di dimensioni, colori e proporzioni sia a livello caratteriale. Quest’ultimi tendono ad essere più massicci, ad avere un muso più grosso, tipico dei molossi con cui sono stati incrociati, e le colorazioni variano molto. 

Credits: @champ_theakita
Credits: @akita.kw
Credits: @hava.akita

10. Si possono adottare

Credits: @Kappuccio

Visto ahimè il grande numero di abbandoni, è stata creata da tempo una Onlus che si occupa di salvare e cercare una nuova famiglia ai poveri Akita sfortunati, che siano di razza, americani o simil-akita. Se perciò non volete comprarne uno, ma preferite donare una nuova vita ad un cagnolone, vi consiglio di informarvi presso l’Akita Rescue che saprà guidarvi al meglio nella vostra scelta. 

11. Un cane è per sempre

Vorrei concludere con questo ultimo punto che potrà sembrare scontato, ma purtroppo non lo è.

Credits: @Kappuccio

Ogni anno cresce il numero di abbandoni, ma non solo.
Avendone uno, faccio parte di diversi gruppi Facebook sugli Akita e sempre più spesso vengono messi annunci da parte di proprietari che cedono il loro cane (o anche più di uno) per i motivi più disparati. Chi perché si trasferisce all’estero, chi per lavoro e mancanza di tempo, chi perché non va d’accordo con l’altro cane presente in famiglia, chi per una fantomatica allergia apparsa improvvisamente, chi perché ha avuto un figlio o perché non riesce a gestirlo, chi perché si lamenta che fa danni o perché il cucciolo sporcava in casa (MA DAI?!)… insomma, se ne sentono davvero di tutti i colori.
Il punto è che, secondo me, le persone ultimamente prendono troppo alla leggera la decisione di prendere un cane con sé. Non ci pensano, si lasciano intenerire dai capricci dei figli o dall’apparenza del bel cucciolo formato peluche, senza però poi rendersi conto che quel cucciolo presto crescerà e avrà delle esigenze. Esattamente come, solitamente, prima di fare un figlio ci si pensa (anche se alcuni non abbastanza a parer mio), così dovremmo fare con un cane. Non ci sono scuse dopo, il nostro bau farà parte della famiglia. Bisogna essere consapevoli che il suo arrivo cambierà le nostre abitudini, volenti o nolenti, ma spesso in meglio!

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Credits: @Kappuccio

Chiudo quindi l’articolo dicendo solo un’ultima cosa: informatevi.
Prima di prendere un Akita, ma in realtà qualsiasi razza, informatevi bene e rifletteteci attentamente. Fatevi un’analisi di coscienza e chiedetevi quanto siete disposti a dargli, perché lui vi darà tutto se stesso e, figli a parte, non c’è dono più grande dell’amore e della fedeltà di un cane. 

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