5 leggende italiane famose che non puoi non conoscere

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Avete mai pensato a quante leggende italiane famose conoscete? Il nostro paese è ricco di tradizioni, leggende, miti e racconti che affondano le radici in un tessuto complesso, stratificato temporalmente e geograficamente. Alcuni luoghi sono stati oggetto sin dall’antichità di racconti mitologici. Altri invece, sono legati a leggende medievali o eventi storici, come importanti battaglie.

Pronti a partire per un viaggio nelle leggende italiane più famose? Mito storia e leggenda si fondono in 5 storie affascinanti che non potete rinunciare a conoscere.

1. La fata Morgana: il mito che unisce il mondo celtico e l’Italia

Foto di Ricardo Cruz da Unsplash

In tutte le versioni della leggenda, la Fata Morgana è una potente maga. Probabilmente il personaggio è stato ispirato dalla dea celtica Modron o da Mórrígan, dalla quale potrebbe aver pure tratto il suo nome. È in testi più tardi, come il ciclo del Lancillotto in prosa del XIII sec., che il personaggio sviluppò un carattere più complesso e ambivalente, trasformandolo in un pericoloso antagonista di Re Artù.

Nella tradizione del ciclo arturiano, Morgana è la maggiore di tre sorelle, figlie del duca Gorlois di Cornovaglia e di sua moglie Igraine. Igraine ebbe però anche un figlio illegittimo dal re britanno Uther Pendragon, il quale venne affidato al mago Merlino e sarebbe poi diventato re Artù.

Anche Morgana imparò le arti magiche da Merlino, ma fu sempre invidiosa della gloria del fratellastro Artù e di sua moglie Ginevra e si adoperò per distruggerli. A Morgana viene infatti ascritto un ruolo di primo piano nel complotto capeggiato da Sir Mordred, cavaliere della Tavola Rotonda, che tentò di sottrarre a re Artù la corona di Britannia e la regina, provocando la fine del suo regno.

La Fata Morgana e lo Stretto di Messina

La leggenda della Fata Morgana è ampiamente diffusa anche in tutta l’area dello Stretto di Messina: durante le invasioni barbariche alto medioevali, nel mese di agosto, un re barbaro giunto a Reggio Calabria vide all’orizzonte la Sicilia e si domandò come fosse possibile raggiungerla. Allora una donna molto bella, per l’appunto la Fata Morgana, fece apparire l’isola a due passi dal re conquistatore. Costui allora si gettò in acqua, convinto di potervi arrivare con un paio di bracciate, ma l’incanto si ruppe e lui morì affogato.

Un’altra versione dello stesso mito, narra che nel 1060 Fata Morgana si propose di aiutare il condottiero normanno Ruggero d’Altavilla per liberare la Sicilia dalla dominazione Musulmana. Ruggero la vide salire su un carro bianco e azzurro misteriosamente apparso, tirato da sette cavalli bianchi con le criniere azzurre.

Il mito ha inoltre ispirato il noto testo de L’olandese volante, che secondo la leggenda evoca la storia di una nave fantasma che non può mai ritornare a casa e per questo è destinata a solcare i mari per sempre. L’Olandese volante è di solito descritto attorniato da una luce spettrale, quella del noto miraggio della Fata Morgana.

La leggenda della Fata Morgana nella cultura contemporanea

La figura affascinante e leggendaria della Fata Morgana ha influenzato anche il panorama musicale italiano: all’interno dell’album Terremoto dei Litfiba, uscito nel 1993, è infatti presente un brano intitolato Fata Morgana, ispirato da tale mitologia. La Fata Morgana appare anche in racconti fantastici posteriori, che nulla hanno a che vedere con il ciclo di re Artù, spesso come personificazione del fenomeno ottico del miraggio. Per esempio, la “Fata Morgana” appare nella fiaba I cigni selvatici di Hans Christian Andersen.

Il mito della rivalità fra Morgana e Merlino è stato anche protagonista di imprese cinematografiche, come il film Excalibur di John Boorman (1981). Nel film Disney La spada nella roccia è sostituita da Maga Magò in qualità di rivale di Merlino. Nella serie televisiva Merlin Morgana è la sorellastra di Artù, adottata da Uther dopo la morte dei genitori di lei, grandi amici del re, Lord Gorlois e di Vivienne. Anche il mondo dei video giochi ha utilizzato come protagonista la Fata Morgana e la sue leggenda. In League of Legends, Morgana è uno dei campioni disponibili.

2. La leggenda del lago Trasimeno

Foto di Mark Soetebier da Pexel

Tra i miti italiani che non potete mancare di conoscere c’è quello che riguarda il quarto lago d’Italia per dimensioni: il lago Trasimeno.

Il suo stesso nome è legato all’antica leggenda che vede protagonista il figlio del saggio Re etrusco Tirreno di Lidia: il principe Trasimeno. Il giovane si innamorò perdutamente della ninfa Agilla. I due si unirono in matrimonio sulle sponde del lago, ma l’ira degli Dei si abbatté nefasta sulla neo coppia.

Ancora oggi si narra che si possa sentire in lontananza il lamento della ninfa Agilla, alla ricerca instancabile del povero amato inghiottito dalle onde.

3. Scilla e Cariddi: creature mostruose nel Mediterraneo

Foto di Muchait Tutuncu da Pexel

La protagonista della prossima leggenda è una ninfa dalla bellezza sconvolgente: Scilla. Tale bellezza scatena l’invia e l’ira della maga Circe, che decide di trasformarla in un orrendo mostro, condannandola a infestare le acque dello Stretto di Messina insieme a Cariddi, orrida creatura marina creata da Zeus, capace di ingoiare e rigettare l’acqua del mare causando mortali vortici.

Prima di essere un mostro, Cariddi era una naiade, figlia di Poseidone e Gea, dedita alle rapine e famosa per la sua voracità. Un giorno rubò a Eracle i buoi di Gerione e ne mangiò alcuni. Così Zeus la fulminò, gettandola poi in mare, dove mutò in un gigantesco mostro marino spaventoso. Cariddi divenne così la creatura più temuta, infestando le acque della sponda messinese con la sua furia.

Secondo il mito, in prossimità degli scogli di Zancle, Scilla incontrò Glauco, pescatore trasformato in una divinità marina per metà uomo e per metà pesce. La fanciulla scappò via terrorizzata, nonostante i tentativi di Glauco di spiegarle la sua vicenda.

In preda alla disperazione, Glauco si rivolse alla maga Circe, dea figlia di Elio e della ninfa Perseide, famosa per i suoi incantesimi in grado di cambiare le sembianze degli uomini. Egli desiderava un bell’aspetto per attrarre l’amata Scilla a sé, ma ciò che ottenne fu di scatenare la gelosia della maga. Circe infatti tentò di sedurre l’uomo-pesce. Rifiutata da Glauco, scatenò poi la sua furia su Scilla trasformandola in un feroce mostro munito di sei teste di cane latranti.

Questo mito, tra le più celebri leggende italiane famose, ha sempre spaventato marinai e viaggiatori, rendendo lo stretto tra Reggio e Messina famoso in tutto il Mediterraneo. Se vi capiterà di visitare Messina, potrete ammirare l gli scogli e le grotte che hanno animato queste leggende. Secondo il mito infatti, in preda alla disperazione, Scilla si rifugiò in una grotta sotto la Rocca dove sorge il Castello e che esiste ancora oggi. In prossimità di alcuni scogli, a pochi chilometri da Cariddi che abita la sponda Sicula.

4. Bianca Collalto: la leggenda dell’ancella murata viva

Foto di Julia Volk da Pexel

Tra le leggende italiane più famose non poteva mancare la storia di Bianca di Collalto: la giovane e bella ancella che sarebbe stata murata viva a causa della gelosia della sua padrona.

Come in un dramma shakespeariano la leggenda nasce dallo scontro tra le due famiglie più potenti dell’entroterra della Repubblica di Venezia: i Da Camino a Ceneda ed i Collalto a Treviso. Entrambi di origine longobarda, questi due casati si dettero battaglia per secoli prima di arrivare alla pace.

La tregua fu rafforzata dal matrimonio del conte Tolberto di Collalto con Chiara Da Camino. Bianca era figlia di un dipendente dei Collalto, forse orfana, allevata con i figli del conte precedente che, così, vi si erano affezionati. La bella giovane era a capo della servitù femminile di Chiara, che ne era profondamente gelosa.

Tolberto venne chiamato in guerra e il giorno della partenza dal castello di Collalto, il conte entrò armato nella stanza della coppia, dov’era Chiara. Bianca stava pettinando la padrona. Uscendo, la contessa vide attraverso lo specchio che il marito salutava Bianca, la quale aveva le lacrime agli occhi.

Quando il conte fu distante, presa dalla gelosia la fece imprigionare nelle carceri e, benché dicesse di non aver avuto nessuna relazione d’amore con Tolberto, la fece murare viva in una torre del castello. Al ritorno Tolberto cacciò Chiara per il gesto che aveva compiuto o, secondo un’altra versione della leggenda, si accontentò alla notizia che Bianca era morta.

Da allora, secondo la tradizione, il fantasma di Bianca appare alla famiglia Collalto quando sono vicine gioie o catastrofi: dalle testimonianze, Bianca apparirebbe con una veste bianca e, nel caso di sventure, con un velo nero sul volto.

5. La leggenda della Malanotte

Foto di Sebastian Unrau da Unsplash

Tra le leggende italiane famose ce n’è anche una popolare diffusa nel territorio di Cesena, legata al passaggio di Giulio Cesare in Romagna nell’anno 49 a.C., quando con le sue truppe attraversò il fiume Rubicone, che all’epoca segnava il confine con la Gallia Cisalpina, per avanzare verso Roma.

L’ambientazione prevede una tremenda battaglia notturna avvenuta nella zona di Calisese, vicino al Rubicone e il protagonista è un giovane bellissimo capitano dai riccioli biondi e la corazza lucente. L’esercito romano di Cesare si scontrava sotto la pioggia con quello guidato dal giovane capitano, che viene gravemente ferito.

Giace lungo il fiume con una gamba spezzata dal colpo d’una lancia. Ben presto i morti e i moribondi furono assaliti dai lupi. Il giovane capitano si difendeva con la sua spada e si confortava con l’acqua del fiume. Ogni tanto la notte si lamentava chiamando la madre: «Mamma mia, che mala notte!», diceva come un lamento che si ripercuoteva per la vallata. Dopo tre notti qualcuno sentì i lamenti del capitano; erano contadini di Montiano, che discesero a valle e lo trovarono morente. Misero poi il suo corpo dentro una cassa di pietra e lo seppellirono nel podere di Bruchet.

La tomba di Malanotte

Da questa leggenda ha preso il nome la Via Malanotte, la strada principale che attraversa la borgata di Calisese di Cesena. Curiosa anche la vicenda del ritrovamento archeologico avvenuto all’inizio del Novecento. Un contadino di Calisese di nome Melotte, mentre arava il podere vi scoprì una tomba di pietra.

Convinto di trovare qualcosa di prezioso, chiamò i suoi fratelli, che, di notte e in gran segreto, tirarono fuori il misterioso sarcofago. Invece del tesoro sperato trovarono solo un mucchio di ossa coperte da stracci e ciocche di capelli biondo grano. Portarono il vaso in casa, ma da quel giorno l’abitazione si riempì di spiriti, rumori, urla inquietanti. Allora il contadino Melotte tolse le pietre e riportò tutto nella tomba, nel terreno dove l’aveva trovata.


Sperando che questa piccola selezione di leggende italiane famose sia stata di vostro gradimento, vi suggeriamo di approfondire qui l’argomento e di segnalarci nei commenti altre curiose storie della nostra tradizione.

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In copertina: foto di S. Widua da Unsplash

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Asia Graziano

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