Edward Hopper: 5 curiosità sull’artista

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Le sue opere sono capolavori riconosciuti in tutto il mondo, tanto quanto quelle dei Maestri del
Rinascimento. Le tele di Edward Hopper, pittore e illustratore statunitense, hanno ispirato il mondo della
fotografia e del cinema con le loro riconoscibili atmosfere rarefatte e malinconiche. Lo stile di Hopper, i cui
dipinti esprimono il sentimento generazionale e nazionale della solitudine americana, è stato avvicinato al
movimento artistico del realismo americano.
La sua poetica unica resta comunque difficilmente incasellabile in un movimento artistico, piuttosto che in un altro.
Dipinti iconici come Nottambuli (1942) e Sole di mattino (1952) sono universalmente noti, ma tanti aspetti della vita e della produzione dell’artista sono invece meno conosciuti. Scopriamo quindi insieme alcune curiosità su Edward Hopper.

Kappuccio ha selezionato per voi aspetti poco noti o inediti della vita e delle opere di Hopper!

1. Cape Cod come musa ispiratrice

Edward Hopper, Tramonto a Cape Code (1934) foto di Whitney Art Museum

Una curiosità poco nota su Edward Hopper riguarda le vacanze trascorse con la moglie a Cape Cod. La località balneare fu di ispirazione per molte delle sue celebri opere.

Nel ’34 gli Hopper si trovano così bene nella penisola simile a un braccio piegato che si estende dal Massachusetts nell’Atlantico, da decidere di farsi costruire uno studio nello stile shingle tipico del luogo.

Per quattro anni passarono le vacanze in una casa in affitto tanto malandata da far entrare vento, pioggia e animali e dopo una stagione particolarmente piovosa comprano un terreno a Truro, a nord di Cape Cod. Proprio nel lembo di terra che fa spesso da soggetto ai suoi dipinti, con dune di sabbia, fari e pochi cottage sparsi.

Da quel momento, vi tornarono anno dopo anno, per ben quarant’anni. Proprio grazie all’influenza del paesaggio di Cape Code Hopper mise a punto lo stile pittorico che caratterizza le sue opere.

2. In copertina su TIME

Copertina del 24 dicembre del 1956 foto di TIME

Il TIME “Today Information Means Everything”, fondato da Briton Hadden e Henry Robinson Luce, fu il primo news magazine settimanale americano. È considerato oggi uno dei più autorevoli e prestigiosi settimanali del mondo, in particolare per quanto riguarda la politica e l’economia internazionale.

Nel 1956 in copertina alla celebre rivista di informazione campeggiava proprio il volto del pittore Edward Hopper.

Nel 1925 la sua tela Apartment Houses veniva acquistata dalla Pennsylvania Academy: era il suo primo lavoro a olio a entrare in una collezione pubblica. La retrospettiva al Whitney Museum del 1950 contribuì notevolmente ad accrescere la sua fama, fino alla consacrazione decretata proprio dalla copertina di TIME.

3. Un curioso soprannome

Una curiosità poco nota su Edward Hopper riguarda la sua eccezionale altezza: il pittore era alto 1 metro e 96 cm. Il suo fisico slanciato e magro aveva portato, durante gli anni di scuola, i compagni a dargli l’appellativo di “cavalletta” (“grasshopper” in inglese). Il nome inglese dell’animale creava dunque un divertente gioco di parole con il suo cognome e gli fu affibbiato come soprannome durante l’adolescenza.

4. Il debito del cinema verso Hopper

Edward Hopper, La casa vicino la ferrovia, 1925 foto di Wikipedia

Lo stile estremamente originale e personale di Edward Hopper fu molto ammirato non solo da artisti e critici
dell’arte ma anche da registi cinematografici come Alfred Hitchcock, che infatti si ispirò a molte sue tele. In
particolare, utilizzò come modello per la casa di Psycho (1960) il dipinto “House by the Railroad”
(1925).

La sua arte è stata una fonte d’ispirazione significativa anche per Wim Wenders, David Lynch e Terrence Malick.

5. Hopper rivive negli scatti di Tuschman

Foto di Richard Tuschman che ricrea il dipinto Sole di mattino di Edward Hopper

Richard Tuschman, fotografo di fama mondiale, ha realizzato una serie di scatti in cui ricrea le atmosfere dei
dipinti di Edward Hopper. Le foto sembrano parlarci della complessità della condizione umana e
trasmettere quel senso di quiete profonda fino quasi alla stasi che esprimono le composizioni del celebre pittore. Tuschman ha infatti cercato di riprodurre gli stati emotivi dei personaggi hopperiani che oscillano tra fantasticheria e
alienazione, nostalgia e rassegnazione.


Avevate mai sentito queste curiosità sul pittore Edward Hopper? Fatecelo sapere nei commenti! Se conoscete altri aspetti poco noti della vita o delle opere dell’artista condividetele con noi del Kappuccio!

Se arte e curiosità vi appassionano non potete perdere gli articoli dedicati agli aspetti meno conosciuti della produzione di Leonardo da Vinci e alle curiosità sulla Venere di Sandro Botticelli!

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In copertina I Nottambuli (1942) di Edward Hopper da Wikipedia

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Asia Graziano

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