Italo Calvino: un Cantafavole alla mostra di Genova

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Italo Calvino nacque a Cuba nell’ottobre del 1923. Si trasferì con la famiglia in Italia nel 1925, stabilendosi a Sanremo. Dopo gli iniziali studi in agraria e la partecipazione alla Resistenza, si laureò in lettere nel 1947. Nello stesso anno diede alle stampe il suo romanzo d’esordio Il sentiero dei nidi di ragno collocabile nell’area temporale Neorealista. Tuttavia sin dagli albori della carriera erano già evidenti i suoi intenti, ben lontani dagli standard documentaristici e piuttosto spinti verso un clima fantastico che via via prenderà il sopravvento anche sulla direzione del realismo.
Lo avevamo promesso in occasione del Book Pride dell’ottobre scorso. Che vi avremmo dato un resoconto importante della mostra che a Genova si sta svolgendo in onore di Italo Calvino, Cantafavole, fino ad aprile.

Quale modo migliore per chiudere i festeggiamenti per l’anno appena trascorso. Durante il quale il capoluogo ligure ha potuto fregiarsi del titolo di Capitale del libro. E si è celebrato il centenario della nascita del più importante Cantafavole della nostra letteratura: Italo Calvino.

La mostra Calvino Cantafavole a Genova, Capitale del libro 2023

La mostra @nicoletta

Dal 15 ottobre 2023 al 7 aprile 2024 presso la Loggia degli Abati di Palazzo Ducale a Genova si tiene la mostra Calvino, Cantafavole in collaborazione con il Comune e la Regione Liguria. Coordinate dal Comitato istituito appositamente dal Ministero per la Cultura. A fare da anello di congiunzione tra le iniziative per Genova Capitale italiana del Libro 2023 e quelle per le Celebrazioni inerenti al centenario della nascita dell’autore sanremese d’adozione (e per sangue paterno).

Il riferimento principale e costante sono le fiabe che sin da giovanissimo attirano il futuro creatore del Barone Rampante (e di tanti altri personaggi), grazie soprattutto all’incontro con l’amato paesaggio ligure e con fumetti, illustrazioni, cartoni animati di vario genere, rappresentati con fedeltà durante tutto il percorso espositivo.

Calvino il “Cantafavole”

Le Fiabe di Italo Calvino @nicoletta

Le Fiabe Italiane e la cultura favolistica sono dunque il tema centrale di tutta la mostra, declinata per argomenti di interesse e collaborazioni, negli ambiti più disparati. L’intento dei curatori è presente sin da subito (attraverso il primo di numerosi pannelli esplicativi), nella spiegazione fornita al pubblico. Che si trasforma, ognuno per sé, in spettatore di una scena ben calibrata.

Calvino Cantafavole @nicoletta

Un lavoro intenso di ordine filologico, la cui scenografia, elaborata dal Teatro della Tosse, riflette l’immagine della vegetazione in omaggio al Barone Rampante, forse l’opera più conosciuta di Calvino.

Il mondo immaginario di Italo Calvino

È dalle stesse parole dell’autore che si comprende bene, come l’universo immaginifico che traspare nei suoi libri abbia radici salde e profonde. Immerse in una gioventù influenzata dalle figure del Corriere dei piccoli. (In esposizione si trovano invece numerose copie del Vittorioso, periodico a fumetti distribuito in edicola e nelle parrocchie tra il 1937 e il 1970).

In ore ed ore trascorse a percorrere i cartoons di ogni genere da un numero all’altro. A raccontarsi nella mente le varie storie, e a reinterpretarle poi, fondendole e cambiandole, secondo il proprio gusto. Una fantasia lasciata libera di volare senza briglie. Così che, allora come in futuro, le sue narrazioni, nel potere delle immagini trovassero l’humus per riuscire a moltiplicarsi.

Nella sezione Memorie d’infanzia si è voluta ricostruire la visione del Calvino fanciullo con la presenza di libri illustrati, riviste e fumetti per ragazzi dei suoi tempi. Una passione che in età adulta sarebbe riaffiorata anche quando lavorò come consulente per la collana Libri per ragazzi della casa editrice Einaudi, con il recupero di alcuni classici (Viperetta) e la scoperta di nuovi autori contemporanei.

I tarocchi

Negli anni ’60 Calvino sviluppò una passione per i tarocchi, soprattutto nella versione viscontea da cui trasse ispirazione per il romanzo breve del 1969 Il castello dei destini incrociati. La sezione ospita i numerali di Marsiglia e le scritture di Calvino dedicate ai tarocchi.

Calvino e la collaborazione con Luzzati

L’inconfondibile estro del maestro Luzzati @nicoletta

L’interesse per la fiaba e per il paesaggio ligure, visto con nostalgia, era quel legame profondo che accomunava Italo Calvino ed Emanuele Luzzati (Genova 1921-2007). Maestro scenografo, illustratore e animatore.

La rivisitazione del 1956 delle Fiabe italiane, adattata per i bambini, fu invece vero apripista per il loro sodalizio. Un connubio che proseguì con altri titoli quali L’uccel belverde e altre fiabe italiane (1972), Il principe granchio e altre fiabe italiane (1974), Il visconte dimezzato (1975).

Nel 1986, in memoria di Calvino (morto l’anno precedente), Luzzati curò scenografie e costumi della soirée RAI del Barone rampante.

L’ispirazione dell’arte

Arte su arte @nicoletta

L’arte è sempre stata fonte di grande ispirazione per Calvino. E gli artisti con cui è venuto a contatto sono protagonisti, anch’essi, di una sezione specifica.

Sempre seguendo l’onda della fantasia, come motivo conduttore, troviamo qui presenti chi è citato nelle sue opere, coloro di cui ha scritto o con cui ha intrattenuto profondi scambi culturali. Come Fausto Melotti, scultore particolarmente amato da Calvino, la cui influenza venne sottolineata dallo stesso scrittore ne Le città invisibili: “… mi veniva da scrivere città sottili come le sue sculture: città sui trampoli, città a ragnatela”. Domenico Gnoli, Giorgio de Chirico o Giulio Paolini sono alcuni, tra gli altri.

Il teatro

Manifesti teatrali @nicoletta

I teatri della memoria rappresentano le collaborazioni di Calvino favolista con il mondo della canzone, del teatro e dell’opera. L’esperienza nel collettivo di musicisti, poeti e letterati, formatosi a Torino nel 1957, chiamato Cantacronache. Considerati precursori del cantautorato, intendevano valorizzare il mondo della canzone con l’impegno sociale. Cantafavole era il versante dedicato ai bambini incluso in esso e l’opera di Calvino Sul verde fiume ne faceva parte.

Poi Virgilio Savona e Lucia Mannucci, metà del famoso Quartetto Cetra, che misero in musica alcune delle Fiabe Italiane. Il sodalizio con Luzzati allargato al mondo teatrale e tutti i contributi che l’autore diede alla televisione (Teatro dei ventagli e tutti quei programmi che intendevano rivitalizzare il patrimonio favolistico attraverso le sue opere). Infine la Zaide, un tipo di recita cantata, incompiuta, con musiche di Mozart e testo dello stesso Calvino.

Calvino e la Liguria

Scorci di Liguria su tela @nicoletta

Una Liguria sul punto di scomparire fu d’ispirazione per il Barone Rampante. E in genere il legame con la sua terra ebbe sempre una grande importanza per Calvino. Nella sezione a esso dedicata si trovano dipinti di artisti che hanno immortalato l’immagine sinuosa di questa terra dai profili ravvicinati. Stretta e allungata su di sè come scudo protettivo tra monti e mare.

Tra gli artisti qui presenti caratterizzati ancora dal legame con il protagonista della mostra, si possono trovare Plinio Nomellini, Domenico Guerello, Rubaldo Merello. Poi ancora Carlo Levi, Nico Orengo e Francesco Menzio.

📍Mostra Calvino Cantafavole
Quando: dal 15 ottobre 2023 al 7 aprile 2024
Dove: Loggia Degli Abati e Casa Luzzati
Orari: da martedì a domenica, ore 10-19
lunedì chiuso
Biglietti
La biglietteria chiude un’ora prima della mostra
Sito


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Nicoletta Spinozzi

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